martedì 21 ottobre 2014

IL DENARO DALLE ORIGINI AD OGGI - Lezione 01 - Breve saggio di cultura monetaria


In questa lezione:

Il denaro oggi si crea dal nulla! Se si vuole, quando si vuole e quanto si vuole! Dal 1971 non sono più necessarie riserve aurifere in lingotti d’oro per garantire le emissioni monetarie.

Dal baratto alle monete
Le prime forme di commercio tra gli uomini facevano uso del “baratto” di beni o merci. Frequentemente le merci usate negli scambi erano deperibili, non frazionabili, non facilmente trasportabili. Fu così che cominciò ad affermarsi lo scambio di merci in cambio di “oro” (o di altri metalli preziosi). L’oro non aveva gli svantaggi sopra citati. Per migliorarne l’usabilità, nel tempo l’oro venne coniato in forma di monete di peso ben determinato e il loro valore venne riportato direttamente sulle loro facce. Il valore di una moneta d’oro era evidente per tutti: dipendeva dal quantitativo d’oro contenuto nella moneta.
Dalle monete alle banconote
Nel medioevo, i ricchi commercianti che compivano viaggi d’affari per comprare merci, dovevano spostarsi trasportando con loro grandi forzieri pieni di monete d’oro con la scomodità di farsi scortare da guardie armate e con il rischio di essere aggrediti da banditi e briganti. Alcuni orefici ebbero l’idea di trasformare i loro negozi in “banchi” (poi diventati “banche”) di deposito di oro fornendo un servizio di custodia e rilasciando ai rispettivi proprietari “fedi di deposito” cartacee. Nacquero così le prime banche con la loro prima funzione cardine: quella di DEPOSITO. Chi possedeva una fede di deposito poteva ritirare il corrispondente oro presso il banco emettitore. Le fedi di deposito erano “titoli di proprietà”.
Gli orefici cominciarono a notare che l’oro depositato nelle loro casse veniva prelevato solo in piccola parte mentre la maggior quantità rimaneva in giacenza nei loro forzieri. Sperando che mai tutti i proprietari avrebbero chiesto indietro contemporaneamente il loro oro, iniziarono a prestare quell’oro inutilizzato giacente nelle loro casseforti. Ossia le banche cominciarono ad intuire la convenienza di “prestare la ricchezza altrui”, anziché la propria, lucrandoci sopra gli interessi. Fu questa l’origine della seconda funzione cardine delle banche: l’ATTIVITA’ CREDITIZIA.
Gli orefici non prestavano direttamente l’oro ma emettevano delle “note di banco” cartacee (dette “banconote”) cioè dei fogli di carta nei quali veniva indicato il valore del credito e l’impegno del banco a convertire in oro tali banconote su semplice richiesta del portatore (cioè “a pagarle a vista al portatore”). Chi avesse ricevuto in prestito una banconota dal banco avrebbe dovuto restituire, alla scadenza, la banconota (o l’equivalente in oro) con il relativo interesse. Le banconote erano pertanto “titoli di credito”. Col tempo si notò che in media solo il 10% delle banconote veniva riconvertito in oro mentre le restanti banconote continuavano a passare di mano in mano al posto dell’oro. Ciò considerato, le banche iniziarono ad emettere molte più banconote dell’oro realmente detenuto con un rapporto 10:1. L’imprevista richiesta di conversione di quantitativi superiori di banconote avrebbe potuto provocare la “bancarotta” della banca.

Pertanto possedere una banconota, che riportava per iscritto l’impegno del banco emettitore a convertire in oro tale nota in qualsiasi momento (“pagabili a vista al portatore”), per il portatore era garanzia di possedere non un semplice foglietto colorato ma un reale credito in oro nei confronti dell’ente emettitore. La credibilità della banconota dipendeva dalla credibilità del banco emettitore cioè dalla capacità di questo di soddisfare tutte le richieste di conversione in oro. Un banco emettitore doveva possedere pertanto quantità sufficienti di oro atte a garantire la massa monetaria emessa.
Signoraggio da emissione o primario
Supponiamo che nel medioevo un ricco Signore volesse emettere delle monete d’oro con impressa la propria effigie e chiamarle Ducati. Supponiamo che per sua decisione ogni Ducato corrispondesse ad 1 grammo di oro. Il Signore fondeva il proprio oro e coniava monete da 1 grammo riportanti la scritta “1 Ducato”; monete da 5 grammi con la scritta “5 Ducati” e così via. Il “valore reale” della moneta era cioè uguale al “valore facciale” riportato su di essa. L’attività di emissione della moneta così condotta non portava al Signore alcun arricchimento. Se però nel tempo avesse cominciato ad emettere monete con su scritto “5 Ducati” ma contenenti 4,5 grammi d’oro e 0,5 grammi di metallo non prezioso, allora avrebbe cominciato ad arricchirsi tramite l’attività di emissione della moneta. Storicamente prende il nome di “signoraggio primario o da emissione” (cioè “aggio del Signore”) l’arricchimento esclusivo di cui può beneficiare l’emettitore di moneta calcolato come differenza tra il “valore facciale” della moneta e il “valore reale” di questa.
Anche l’emissione di banconote non totalmente garantite da sufficiente oro produce signoraggio ad esclusivo vantaggio dell’ente emettitore. Esempio: se una Banca Centrale di Emissione emette banconote per un totale di 1.000.000 di Lire ma possiede, a garanzia di queste, un valore in oro equivalente a solo 100.000 Lire, avrà avuto un arricchimento esclusivo (cioè un reddito da signoraggio) di 900.000 Lire!
Nel tempo, le Banche Centrali di Emissione (che chiameremo d’ora in avanti per brevità ‘Banche Centrali’) e/o gli Stati hanno emesso molto più denaro di quanto avrebbero potuto garantire con le loro riserve aurifere pur continuando ad assicurarne la convertibilità (con la scritta sulle banconote “Pagabili a vista al portatore”). Come tutti possono comprendere, l’emissione monetaria si dimostrava essere un’attività estremamente lucrosa.
Ma non finisce qui. L’attività di emissione monetaria è diventata assolutamente la più lucrosa al mondo da quando, nel 1971, si è concordato a livello internazionale di svincolare definitivamente le nuove emissioni di moneta dalla convertibilità in oro! Si, proprio così. Le banche centrali e/o gli stati oggi emettono denaro se, quanto e quando vogliono, senza doverlo più garantire!
Prima di fare degli esempi di reddito da emissione (signoraggio) si ricorda che, attualmente, solo il 2% delle emissioni avviene sotto forma di contanti (monete e banconote) mentre il restante 98% avviene tramite operazioni di creazione elettronica al computer. Esempi di signoraggio:

Stampa banconota da 100 Euro: Spese per carta e inchiostro ecc. = 0,3 Euro
Reddito da signoraggio = 100 - 0,3 = 99,7 Euro
Emissione elettronica di 100 Euro: Spese per premere il tasto di un computer: = 0 Euro
Reddito da signoraggio = 100 - 0 = 100 Euro

Gli accordi di Bretton Woods e i sistemi monetari
Dal 1 al 22 Luglio 1944 si tenne a Bretton Woods (New Hampshire – USA) una riunione tra i 44 principali stati industrializzati del mondo per la definizione di regole monetarie e finanziarie. Tra le varie questioni da discutere c’era la necessità di emettere grandi quantità di denaro per la ricostruzione post-bellica a fronte di una carenza mondiale generalizzata di oro. Si decise allora di passare dal Gold Standard (sistema monetario in cui tutte le valute erano convertibili in oro e quindi garantite da opportune riserve aurifere in lingotti) al Gold Exchange Standard (sistema in cui tutte le valute diventano convertibili in dollari americani fermo restando l’impegno degli USA a continuare a garantire la convertibilità dei dollari in oro).
Ma il 15 Agosto 1971, per far fronte alle spese della guerra del Vietnam, il presidente americano Richard Nixon, da Camp David (USA), annunciò unilateralmente la sospensione della convertibilità del dollaro in oro. Nel dicembre 1971 venne ratificata la fine degli accordi di Bretton Woods. Terminò quindi l’era del Gold Exchange Standard ed iniziò l’era dei sistemi monetari a “corso forzoso” detti anche a “corso legale”. Da allora la valuta viene accettata non perché abbia valore in sé ma perché esiste un’autorità (lo stato) che di quella valuta genera coattivamente sia la domanda (pretendendo il pagamento di tributi e sanzioni) che l’offerta (pagando debiti e stipendi).
Il cambiamento è epocale. Gli emettitori autorizzati di moneta (Stati o Banche Centrali) non hanno più l’obbligo di garantire le nuove emissioni monetarie con beni reali (riserve aurifere o altro). Dal 1971, in tutto il mondo, il denaro si crea dal nulla prendendo anche il nome di “fiat money” o di denaro “ex nihilo”. Le valute nazionali diventano soltanto:
  • fogli di carta colorati senza un valore intrinseco (scompare la scritta sulle banconote “pagabili a vista al portatore”)
  • numeretti sui computer delle banche. Ma soltanto agli Stati o alle Banche Centrali delegate è dato il potere di aumentare quei numeri (cioè i saldi dei conti correnti gestiti), generando nuova moneta dal nulla, con un semplice click.
Solo pochi addetti ai lavori compresero la portata planetaria di questa decisione ed iniziò così la corsa della finanza privata alla conquista del pacchetto azionario delle Banche Centrali.

Moneta scritturale
Per completare la disamina delle tipologie di moneta non si deve dimenticare la moneta scritturale. Questa è moneta smaterializzata impiegata in transazioni in cui non si realizza un trasferimento di contante e consiste solo in una registrazione (scrittura) in conti di coloro che partecipano alla transazione. Sono moneta scritturale i conti correnti bancari, gli assegni circolari, le lettere di credito, ecc… Essendo la moneta scritturale un titolo di credito, la sua affidabilità dipende dalla capacità dell’emettitore di convertire tale scrittura in contante.

Conclusione: Il denaro oggi si crea dal nulla! Se si vuole, quando si vuole e quanto si vuole! Dal 1971 non sono più necessarie riserve aurifere in lingotti d’oro per garantire le emissioni monetarie.

Nessun commento:

Posta un commento