mercoledì 22 ottobre 2014

CHI STAMPA IL DENARO? - Lezione 02 - Breve saggio di cultura monetaria

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Riassunto delle lezioni precedenti:
Lezione 01: Il denaro oggi si crea dal nulla!   Se si vuole, quando si vuole e quanto si vuole!
Dal 1971 non sono più necessarie riserve aurifere in lingotti d’oro per garantire le emissioni monetarie.

In questa lezione:
Stampare denaro produce un arricchimento puro per chi ha questo potere.
Il denaro viene stampato dalle Banche Centrali che sono, molto spesso, di proprietà privata. Le banche Centrali sono le proprietarie esclusive del denaro da esse creato all’atto di emissione.
Gli Stati, che hanno smesso di stampare il loro denaro, devono prenderlo a prestito dal sistema bancario privato, incrementando il proprio debito pubblico.



Una questione di termini

La creazione di denaro in forma di monete metalliche prende il nome di “conio”. In Italia le monete vengono coniate dalla Zecca dello Stato.

La creazione di banconote cartacee prende il nome di “stampa”. Una volta in Italia le banconote venivano stampate dal Poligrafico dello Stato. Oggi non più.

La creazione di moneta elettronica, con il semplice click della tastiera di un computer, prende il nome generico di “emissione”.

“Emettere moneta” o “battere moneta” è comunque il modo più generale e corretto per designare la creazione di moneta in una qualunque delle sue forme (inclusa la stampa ed il conio).

Al posto di “emettere o battere moneta”, mi sia però consentito di usare nel prosieguo, di tanto in tanto, una terminologia meno professionale ed asettica: userò le parole “stampare moneta, denaro, soldi” con lo stesso significato generale di emissione e senza che il discorso perda di rigore. Questo linguaggio risulta più intuitivo e vicino alla sensibilità comune.


L’importanza del potere di emissione della moneta

Immaginiamo che il sig. Tizio abiti su un’isola senza contatti con il resto del mondo. Se Tizio ha il potere di emettere la moneta circolante sull’isola, esercitandolo senza regole, aumenta il quantitativo di circolante al fine di acquistare ciò che vuole. Ma l’immissione di moneta, senza che parallelamente aumentino anche i beni in commercio, fa crescere il livello dei prezzi (inflazione) danneggiando quindi il resto della comunità (perdita di potere di acquisto della valuta).

Se invece Tizio non stampa sufficiente moneta gli operatori economici di quell’isola, che continuano a produrre, non riescono a vendere i nuovi beni e servizi per mancanza del mezzo di scambio (deflazione). Pertanto i prezzi scendono, gli operatori interrompono la produzione e chiudono le attività creando recessione nell’economia e disoccupazione.

Tra inflazione e deflazione esiste comunque la giusta via di mezzo che approfondiremo più avanti.

Resta comunque il fatto che Tizio ha il più grande tra i poteri sovrani: la Sovranità Monetaria! Può avere ciò che vuole, non deve indebitarsi e dalle sue decisioni dipende il benessere e l’occupazione di tutta l’isola.

Domanda retorica:  è giusto che il potere di emettere moneta e di appropriarsene venga conferito ad un privato cittadino anziché allo Stato?


Stampare soldi ? Che pacchia !

Nell’immaginario collettivo, dunque, chi ha la possibilità di stamparsi i soldi è ricchissimo e può avere tutto ciò che vuole. E nella realtà? …. Anche nella realtà è proprio così.


Ormai da tempo abbiamo abbandonato il nostro buon senso. Siamo stati convinti che lo stampare soldi, essendo un mestiere molto delicato che fatto senza competenza può produrre grossi danni (es: inflazione), è meglio farlo fare a dei “tecnici”[1] anzichè allo Stato con i suoi politici. Che sia un mestiere delicato è vero; ma è altrettanto vero che qualcuno dovrà pur farlo e questo qualcuno godrà di tutti i benefici a cui prima abbiamo accennato. Allora, chi lo deve fare?


Chi stampa i soldi ?

E’ assurdo doversi trovare ancora oggi a discutere di questi concetti quando, come sosteneva il Prof. Auriti[2], una questione strategica e vitale per la sopravvivenza democratica di uno stato come questa già da tempo dovrebbe essere definita nero su bianco sulla Costituzione.
 
Prima di andare avanti è opportuno rammentare che oggi il denaro è stampato a costo zero, cioè creato dal nulla (vedere Lezione 01).


Quindi chi dovrebbe avere il diritto di emettere moneta ed appropriarsene?

Non dovrebbe certo farlo un privato cittadino. In uno Stato tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e nessuno può essere favorito rispetto agli altri. Sarebbe invece giusto e corretto che fosse lo Stato ad emettere la moneta circolante sul proprio territorio e tutti i vantaggi derivanti da tale emissione li acquisisse per conto e a favore di tutta la comunità.

Invece oggi, in quasi tutto il mondo, l’emissione di monete è riservata alle Banche Centrali di Emissione mentre solo in rarissimi casi è ancora effettuata dagli Stati. Nel prosieguo per brevità chiameremo semplicemente “Banche Centrali” le Banche Centrali di Emissione.


In Europa, nell’Eurozona, esiste addirittura un’unica Banca Centrale Europea di emissione (BCE) per 18 stati. Le 18 rispettive Banche Centrali (Banca d’Italia, BundesBank, ecc….) mantengono alcune funzioni ma hanno ceduto alla BCE, tra le altre, la funzione di emissione della moneta unica: l’Euro.


Chi è il proprietario del denaro appena emesso ?

Può sembrare una domanda sciocca ma in realtà non lo è. Forse è più sciocco non porsela e non indagare sulle cifre in gioco.

Risposta: Chi batte moneta ne è anche il proprietario!

Quindi possiamo avere i due seguenti casi:




Ma chi sono i proprietari delle Banche Centrali?


I proprietari delle Banche Centrali

I PROPRIETARI DELLA BANCA D’ITALIA (Aprile 2014)

Intesa S.Paolo (30,34%),
UniCredit (22,11%)
Generali Italia (6,33%)
Cassa di Risparmio in Bologna (6,2%)
INPS (5%)
Banca Carige – Cassa di Risparmio di Genova e Imperia (3,96%)
Banca Nazionale del Lavoro (2,83%)
Banca Monte dei Paschi di Siena (2,5%)
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli (2,1%)
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza (2,03%)
UnipolSai Assicurazioni (2%)
Cassa di Risparmio di Firenze (1,88%)
INAIL (0,67%)
Altri privati (12,05%)

La Banca d’Italia è al 94,33% di proprietà di gruppi PRIVATI e soltanto il 5,67% (INPS + INAIL) è di proprietà dello STATO Italiano. La Banca d’Italia ha emesso moneta fino all’introduzione dell’Euro. Oggi partecipa al capitale della Banca Centrale Europea per conto dell’Italia.

I PROPRIETARI DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA (BCE) (Luglio 2013)

Deutsche Bundesbank (18%)
Banque de France (14,18%)
Bank of England (13,67%) NON HA L’EURO
Banca d’Italia (12,31%)
Banco de Espana (8,84%)
Narodowy Bank Polski (5,12%) NON HA L’EURO
De Nederlandske Bank (4%)
Banca Nationala a Romaniei (2,60%) NON HA L’EURO
Banque Nationale de Belgique (2,48%)
Sveriges Riksbank (2,27%) NON HA L’EURO
Bank of Greece (2,03%)
Osterreichische Nationalbank (1,96%)
Banco de Portugal (1,74%)
Ceska Narodni Banka (1,61%) NON HA L’EURO
Altre BC dell’area Euro (4,44%)
Altre BC fuori area Euro (4,75%)

La BCE emette gli Euro e ne è proprietaria all’atto della loro creazione.

I PROPRIETARI DELLA FEDERAL RESERVE BANK STATUNITENSE (filiale di New York)[3]

Rothschild Bank di Londra
Goldman Sachs di New York
Kuhn Loeb Bank di New York
Lehman Brothers di New York
Warburg Bank di Amburgo
Warburg Bank di Amsterdam
Israel Moses Seif Banks d’Italia
Lazard Brothers di Parigi
Rothschild Bank di Berlino
Chase Manhattan Bank di New York


Conclusione:  Stampare denaro produce un arricchimento puro per chi ha questo potere.
Il denaro viene stampato dalle Banche Centrali che sono, molto spesso, di proprietà privata. Le banche Centrali sono le proprietarie esclusive del denaro da esse creato all’atto di emissione.
Gli Stati, che hanno smesso di stampare il loro denaro, devono prenderlo a prestito dal sistema bancario privato, incrementando il proprio debito pubblico.




[1] Quando si dice “tecnici” non si intende ingegneri, architetti, fisici, geometri, periti, ecc…. . Oggi si usa la parola “tecnici” per mascherare la parola “banchieri”!

[2] Prof. Giacinto Auriti, (morto nel 2006) docente di Filosofia del Diritto, Diritto Internazionale, Diritto della Navigazione nelle Università di Roma e di Teramo, fondatore della Teoria del Valore Indotto della Moneta.


[3] Da “EuroSchiavi” di M. Della Luna e A. Miclavez – Arianna Editrice

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